Baruc 5-6
5:1 Deponi, o Gerusalemme, la veste del lutto e dell'afflizione,
rivèstiti dello splendore della gloria
che ti viene da Dio per sempre.

5:2 Avvolgiti nel manto della giustizia di Dio,
metti sul capo il diadema di gloria dell'Eterno,

5:3 perché Dio mostrerà il tuo splendore
ad ogni creatura sotto il cielo.

5:4 Sarai chiamata da Dio per sempre:
Pace della giustizia e gloria della pietà.

5:5 Sorgi, o Gerusalemme, e stà in piedi sull'altura
e guarda verso oriente; vedi i tuoi figli riuniti
da occidente ad oriente,
alla parola del Santo, esultanti per il ricordo di Dio.

5:6 Si sono allontanati da te a piedi, incalzati dai nemici;
ora Dio te li riconduce
in trionfo come sopra un trono regale.

5:7 Poiché Dio ha stabilito di spianare
ogni alta montagna e le rupi secolari,
di colmare le valli e spianare la terra
perché Israele proceda sicuro sotto la gloria di Dio.

5:8 Anche le selve e ogni albero odoroso
faranno ombra ad Israele per comando di Dio.

5:9 Perché Dio ricondurrà Israele con gioia
alla luce della sua gloria,
con la misericordia e la giustizia
che vengono da lui.

6:1 Per i peccati da voi commessi di fronte a Dio sarete condotti prigionieri in Babilonia da Nabucodònosor re dei Babilonesi.
6:2 Giunti dunque in Babilonia, vi resterete molti anni e per lungo tempo fino a sette generazioni; dopo vi ricondurrò di là in pace.
6:3 Ora, vedrete in Babilonia idoli d'argento, d'oro e di legno, portati a spalla, i quali infondono timore ai pagani.
6:4 State attenti dunque a non imitare gli stranieri; il timore dei loro dei non si impadronisca di voi.
6:5 Alla vista di una moltitudine che prostrandosi davanti e dietro a loro li adora, pensate: Te dobbiamo adorare, Signore.
6:6 Poiché il mio angelo è con voi, egli si prenderà cura di voi.
6:7 Essi hanno una lingua limata da un artefice, sono indorati e inargentati, ma sono simulacri falsi e non possono parlare.
6:8 Come si fa con una ragazza vanitosa, prendono oro e acconciano corone sulla testa dei loro dei.
6:9 Talvolta anche i sacerdoti, togliendo ai loro dei oro e argento, lo spendono per sé, dandone anche alle prostitute nei postriboli.
6:10 Adornano poi con vesti, come si fa con gli uomini, questi idoli d'argento, d'oro e di legno; ma essi non sono in grado di salvarsi dalla ruggine e dai tarli.
6:11 Sono avvolti in una veste purpurea, ma bisogna pulire il loro volto per la polvere del tempio che si posa abbondante su di essi.
6:12 Come un governatore di una regione, il dio ha lo scettro, ma non stermina colui che lo offende.
6:13 Ha il pugnale e la scure nella destra, ma non si libera dalla guerra e dai ladri.
6:14 Per questo è evidente che non sono dei; non temeteli, dunque!
6:15 Come un vaso di terra una volta rotto diventa inutile, così sono i loro dei, posti nei templi.
6:16 I loro occhi sono pieni della polvere sollevata dai piedi di coloro che entrano.
6:17 Come ad uno che abbia offeso un re si tiene bene sbarrato il luogo dove è detenuto perché deve essere condotto a morte, così i sacerdoti assicurano i templi con portoni, con serrature e con spranghe, perché non vengano saccheggiati dai ladri.
6:18 Accendono loro lumi, persino più numerosi che per se stessi, ma gli dei non ne vedono alcuno.
6:19 Sono come una delle travi del tempio; il loro interno, come si dice, viene divorato e anch'essi senza accorgersene sono divorati dagli insetti che strisciano dalla terra, insieme con le loro vesti.
6:20 Il loro volto si annerisce per il fumo del tempio.
6:21 Sul loro corpo e sulla testa si posano pipistrelli, rondini e altri uccelli e anche i gatti.
6:22 Di qui potete conoscere che non sono dei; non temeteli, dunque!
6:23 L'oro di cui sono adorni per bellezza non risplende se qualcuno non ne toglie la patina; perfino quando venivano fusi, essi non se ne accorgevano.
6:24 Furono comprati a qualsiasi prezzo, essi che non hanno alito vitale.
6:25 Senza piedi, vengono portati a spalla, mostrando agli uomini la loro condizione vergognosa; arrossiscono anche i loro fedeli perché, se cadono a terra, non si rialzano più.
6:26 Neanche se uno li colloca diritti si muoveranno da sé, né se si sono inclinati si raddrizzeranno; si pongono offerte innanzi a loro come ai morti.
6:27 Iloro sacerdoti vendono le loro vittime e ne traggono profitto; anche le mogli di costoro ne pongono sotto sale una parte e non ne danno né ai poveri né ai bisognosi; anche una donna in stato di impurità e la puerpera toccano le loro vittime.
6:28 Conoscendo dunque da questo che non sono dei, non temeteli!
6:29 Come infatti si potrebbero chiamare dei? Perfino le donne presentano offerte a questi idoli d'argento, d'oro e di legno.
6:30 Nei templi i sacerdoti siedono con le vesti stracciate, la testa e le guance rasate, a capo scoperto.
6:31 Urlano alzando grida davanti ai loro dei, come fanno alcuni durante un banchetto funebre.
6:32 I sacerdoti si portan via le vesti degli dei e ne rivestono le loro mogli e i loro bambini.
6:33 Gli idoli non possono contraccambiare né il male né il bene ricevuto da qualcuno; non possono né costituire né spodestare un re;
6:34 nemmeno possono dare ricchezze né soldi. Se qualcuno, fatto un voto, non lo mantiene, non se ne curano.
6:35 Non liberano un uomo dalla morte né sottraggono il debole da un forte.
6:36 Non rendono la vista a un cieco né liberano un uomo dalle angosce.
6:37 Non hanno pietà della vedova né beneficano l'orfano.
6:38 Sono simili alle pietre estratte dalla montagna quegli idoli di legno, indorati e argentati. Iloro fedeli saranno confusi.
6:39 Come dunque si può ritenere e dichiarare che costoro sono dei?
6:40 Inoltre, perfino gli stessi Caldei li disonorano; questi infatti quando trovano un muto incapace di parlare lo presentano a Bel pregandolo di farlo parlare, quasi che costui potesse sentire.
6:41 Costoro, pur rendendosene conto, non sono capaci di abbandonare gli idoli, perché non hanno senno.
6:42 Le donne siedono per la strada cinte di cordicelle e bruciano della crusca.
6:43 Quando qualcuna di esse, tratta in disparte da qualche passante, si è data a costui, schernisce la sua vicina perché non fu stimata come lei e perché la sua cordicella non fu spezzata.
6:44 Quanto avviene attorno agli idoli è menzogna; dunque, come si può credere e dichiarare che costoro sono dei?
6:45 Gli idoli sono lavoro di artigiani e di orefici; essi non diventano niente altro che ciò che gli artigiani vogliono che siano.
6:46 Coloro che li fabbricano non hanno vita lunga; come potrebbero le cose da essi fabbricate essere dei?
6:47 Essi lasciano ai loro posteri menzogna e ignominia.
6:48 Difatti, quando sopraggiungono la guerra e le calamità, i sacerdoti si consigliano fra di loro sul come potranno nascondersi insieme con i loro dei.
6:49 Come dunque è possibile non comprendere che non sono dei coloro che non possono salvare se stessi né dalla guerra né dai mali?
6:50 Dopo tali fatti si riconoscerà che gli idoli di legno, indorati e argentati, sono una menzogna; a tutte le genti e ai re sarà evidente che essi non sono dei, ma lavoro delle mani d'uomo e che sono privi di ogni qualità divina.
6:51 A chi dunque non sarà evidente che non sono dei?
6:52 Essi infatti non possono costituire un re sul panè concedere la pioggia agli uomini;
6:53 non risolvono le contese, né liberano l'oppresso, poiché non hanno alcun potere; sono come cornacchie fra il cielo e la terra.
6:54 Infatti, se il fuoco si attacca al tempio di questi dei di legno o indorati o argentati, mentre i loro sacerdoti fuggiranno e si metteranno in salvo, essi invece come travi bruceranno là in mezzo.
6:55 A un re e ai nemici non possono resistere.
6:56 Come dunque si può ammettere e pensare che essi siano dei?
6:57 Né dai ladri né dai briganti si salveranno questi idoli di legno, argentati e indorati, ai quali i ladri con la violenza tolgono l'oro, l'argento e la veste che li avvolge e poi fuggono tenendo la roba; essi non sono in grado di aiutare neppure se stessi.
6:58 Per questo vale meglio di questi dei bugiardi un re che mostri coraggio oppure un arnese utile in casa, di cui si serve chi l'ha acquistato; anche meglio di questi dei bugiardi è una porta, che tenga al sicuro quanto è dentro la casa o perfino una colonna di legno in un palazzo.
6:59 Il sole, la luna, le stelle, essendo lucenti e destinati a servire a uno scopo obbediscono volentieri.
6:60 Così anche il lampo, quando appare, è ben visibile; anche il vento spira su tutta la regione.
6:61 Quando alle nubi è ordinato da Dio di percorrere tutta la terra, eseguiscono l'ordine; il fuoco, inviato dall'alto per consumare monti e boschi, eseguisce il comando.
6:62 Gli idoli invece non assomigliano né per l'aspetto né per la potenza a queste cose.
6:63 Perciò non si deve ritenere né dichiarare che siano dei, poiché non possono né rendere giustizia né beneficare gli uomini.
6:64 Conoscendo dunque che non sono dei, non temeteli!
6:65 Essi non maledicono né benedicono i re;
6:66 non mostrano alle genti segni nel cielo, né risplendono come il sole, né illuminano come la luna.
6:67 Le belve sono migliori di loro, perché possono fuggire in un riparo e provvedere a se stesse.
6:68 Dunque, in nessuna maniera è chiaro per noi che essi sono dei; per questo non temeteli!
6:69 Come infatti uno spauracchio che in un cocomeraio nulla protegge, tali sono i loro idoli di legno indorati e argentati;
6:70 ancora, i loro idoli di legno indorati e argentati si possono paragonare a un ramo nell'orto, su cui si posa ogni sorta di uccelli, o anche a un cadavere gettato nelle tenebre.
6:71 Dalla porpora e dal bisso che si logorano su di loro saprete che non sono dei; infine saranno divorati e nel paese saranno una vergogna.
6:72 È migliore un uomo giusto che non abbia idoli, poiché sarà lontano dal disonore.